Il verbo · Mappa 4 di 4

I verbi particolari

Alcuni verbi aiutano altre forme verbali; altri hanno un uso limitato oppure si allontanano dal modello regolare.

Funzione e particolarità

VERBI PARTICOLARI

Si distinguono per il compito svolto nella frase o per il modo speciale in cui presentano le proprie forme.

1

Verbi che aiutano

Si uniscono a un altro verbo e contribuiscono a costruire la forma o a precisarne il significato.

Ausiliari

Essere e avere formano i tempi composti e la forma passiva.

Esempio: Abbiamo concluso; siamo usciti; la porta è stata chiusa.

Servili

Dovere, potere e volere accompagnano un infinito e aggiungono necessità, possibilità o volontà.

Esempio: Devo studiare; puoi entrare; vogliamo partecipare.

Fraseologici

Precisano l’inizio, lo svolgimento, l’imminenza o la conclusione di un’azione.

Esempio: Sta per nevicare; comincia a piovere; continua a leggere; smette di parlare.

2

Verbi con uso limitato

Non tutte le forme verbali vengono usate con la stessa frequenza o sono disponibili.

Impersonali

Non hanno un soggetto determinato e si usano alla terza persona singolare; comprendono molti verbi atmosferici.

Esempio: Grandina. Occorre prudenza. Sembra che il bus sia in ritardo.

Forma impersonale con “si”

La particella “si” permette di presentare l’azione senza indicare chi la compie.

Esempio: In biblioteca si parla a bassa voce.

Difettivi

Sono privi di alcune forme oppure le impiegano raramente nell’uso contemporaneo.

Esempio: La questione verte su due punti; urge una soluzione.

3

Verbi fuori modello

Possono possedere forme alternative oppure cambiare radice e desinenze rispetto alla coniugazione regolare.

Sovrabbondanti

Presentano forme appartenenti a due coniugazioni, spesso con lo stesso significato.

Esempio: adempiere o adempire; intorbidare o intorbidire.

Irregolari

In alcune voci modificano la radice, le desinenze oppure entrambe rispetto al modello regolare.

Esempio: andare → vado; venire → vengo; porre → pongo.

Come riconoscerli

Occorre confrontare le forme con il modello della coniugazione e, in caso di dubbio, consultare il dizionario.

Esempio: “teniamo” deriva da tenere, ma “tengo” cambia la radice.

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